L’impulso di cambiare dà sempre origine a nuove visioni che possiedono una loro identità.

Il marchio è l’acronimo di Giorgio, Andrea, Renato e Daniela, i quattro designers ottici, che ideano questa nuova generazione di occhiali fatti a mano in Italia, unica nel suo genere e forte di uno stile moderno minimale. L’essenza di GARD è racchiusa nel design che unisce classico e moderno sulla superficie di materiali e colori ispirati alla natura. Ogni modello presente nelle collezioni viene realizzato attraverso l’utilizzo dei migliori acetati italiani che vengono sapientemente lavorati dai più abili ed esperti artigiani del Cadore. Le ricerche e lo sviluppo di questi occhiali esclusivi dal design originale, continuano attraverso un accurato lavoro di studio e progettazione dal 2012 ad oggi.

Un Viaggio Made in Rimini

INTERVISTA

Pillole da “Story Telling” per MBO eyewear
a cura di Gaia Galizia

In un mondo dove le novità sgomitano per apparire, ma in fin dei conti spesso si tratta di tanta forma e niente contenuto, GARD Eyewear è sicuramente una delle poche giovani aziende italiane a parlarci di heritage artigianale, passione e soprattutto collezioni dal design sfaccettato e razionalmente pensato per soddisfare le necessità di ciascuna persona. Giorgio, colonna portante del design GARD e fondatore del marchio, ha scambiato quattro chiacchiere con noi per capire qualcosa in più sulla storia del brand e le ragioni artistiche e professionali di chi ci lavora.

Da dove nasce la necessità di esprimersi non solo professionalmente ma anche artisticamente, dando vita a GARD?
Una volta ho sentito dire: “Quando cominci a criticare l’operato altrui è arrivato il momento che faccia tu qualcosa! Se ci riesci.” Della serie se hai qualcosa da dire dillo e prenditi anche tu le considerazioni altrui o rimani in silenzio! (mi viene da sorridere perchè alla fine tutto ciò è successo). Gard nasce dalla passione per il nostro lavoro e per l’amore che nutriamo per gli occhi e per gli sguardi delle persone, con l’idea di trasferire ciò che ci appartiene, che è insito in noi come valori e come idea del bello su tutto ciò che facciamo e creiamo.

La simbologia legata al design è un argomento trattato da pochissimi; i sei elementi presenti nel logo di GARD sono difatti spunto di riflessione. come si arriva a pensare a questo connubio?
I simboli sono stati una meravigliosa scoperta, quando nove anni fà abbiamo confezionato la prima micro collezione GARD composta da sei modelli, le forme ricordavano con gran evidenza le forme geometriche che ho contribuito a ridisegnare e proposto per contraddistinguere ogni modello. Senza usare nomi, senza usare numeri, sottolineando il fatto che ogni occhiale è il frutto di linee di disegno grafico e geometrie. Per esempio Il cerchio, un disegno a moneta perfettamente tondo che ancora abbiamo in collezione era considerato il primo modello, una linea unica, la prima che lo forma chiudendosi su se stessa! Il secondo era una farfalla, due linee di disegno che intersecandosi ne formavano l’occhio e così via… Avevamo ragionato anche sulla struttura dell’occhiale, i primi prototipi avevano aste e frontale apparentemente dritti, quasi senza meniscatura, sembravano dei disegni su carta, piatti, qualcosa di astratto, fatto non di sola materia. Avevano però anche una loro struttura dinamica, in divenire, in evoluzione, attraverso le scese di spessore fatte lavorando l’acetato come fosse il legno massello e poi, venivano ripresi in macchina di taglio a lavoro finito e questo gli dava una aspetto materico, sembravano veri e propri prototipi, finiti e non, perfetti e non. Ebbene ragionando su questi aspetti abbiamo trovato evidenti similitudini con il concetto di natura, che sia legato all’uomo oppure no. Ma la cosa più sconcertante ed affascinante al tempo stesso, che derivava dalla nostra immaginazione e logica creativa, l’abbiamo trovata facendo una ricerca per scoprire se qualcuno prima di noi avesse operato già in questo senso attraverso simbologie come metodo di fruizione. Ebbene la simbologia da sempre è stata utilizzata attraverso le civiltà come mezzo di comunicazione non verbale; le forme geometriche che abbiamo scelto e ridisegnato per legarle ai modelli rappresentavano tutto ciò che di più importante ci accomuna, come individui, specie e mondo nel tempo! Siamo partiti da un disegno per un occhiale che avrebbe indossato una persona e ci abbiamo visto dentro tutto il mondo con la sua storia più importante!

I riferimenti retrò che sono stati inseriti in collezioni come cubiline cosa raccontano? sono una scelta stilistica o una dichiarazione di amore a un periodo particolare nella storia del design?
Renato e Andrea, padre e figlio che disegnano GARD parlano degli occhiali come se avessero un’anima, mi ricorderò sempre mio padre che negli anni ’90 era il rappresentante di Matsuda e quando rientrava a casa apriva tutto il campionario sul letto, dire che con gli occhiali faceva l’amore a questo punto mi sembra riduttivo, posso dirvi tranquillamente che mio fratello Andrea non è da meno… Quando disegnano quello che viene fuori è un mix di modernismo e passato legato ad un amore infinito per gli occhiali, l’insieme dei ricordi più belli che rimangono con noi e che infine si rinnovano come fà un compagno di viaggio durante il cammino. Infatti quando si ritorna da un viaggio si ritorna cambiati, diversi da quando si è partiti ma ciò che è stato rimane sempre dentro di noi.

Se poteste scegliere un artista con cui collaborare, in che campo e chi sarebbe?
Siamo innamorati dell’arte e di chi di arte vive, siamo strafelici di collaborare con me&glenda, una donna, una persona speciale che vive da sempre attraverso l’espressione artistica dei suoi lavori; personalmente sono diversi i personaggi che ammiro e che seguo da fotografi come Steve McCurry ad artisti di strada come Bansky, la fantasia come succede sempre vola, però poi per queste cose lascio sempre tutto al caso, preferisco farmi trasportare dalla sorprendente magia dell’inaspettato!

In un futuro di cui abbiamo poche certezze, qual è il vostro caposaldo?
Da sempre pensiamo che del futuro non v’è certezza…a questo punto perchè preoccuparsene??? E’ di gran lunga più bello svegliarsi ogni giorno consapevoli di ciò che si è fatto e pensare di migliorarlo dove c’é bisogno, oppure di intraprendere qualcosa di nuovo e diverso. Non ci si annoia mai e ci si mantiene sempre in viaggio!

Simbologia

Cerchio è la perfezione, l’unione, ciò che non ha rottura, come lo spirito, come l’immaterialità dell’anima. Come il cielo e le nuvole, qualcosa che possiamo toccare solo con gli occhi.

Ellisse è il flusso ciclico di tutto, il seme della vita, tutto torna alla luce come la prima volta. Come la terra, da cui tutto nasce e in cui tutto ritorna continuamente.

Triangolo è dinamismo e stabilità, l’asse di congiunzione tra materia e spirito, come noi, corpo e anima. Come le rocce della montagna che sorge dalla terra al cielo.

Rombo è la fertilità, la riproduzione, come la vita che scorre attraverso tutte le cose, creando una nuova vita. Come le piante, che danno sempre origine a nuovi germogli.

Pentagono è l’assoluta trasparenza, la purezza del cristallo, come il diamante, come l’anima di tutto. Come l’acqua che scorre, come le gocce di pioggia che cadono.

Esagono è il cambiamento, come una farfalla nata dalla metamorfosi, come l’evoluzione umana. Come il fuoco che purifica e come la lava vulcanica che con il suo passaggio copre il passato dando nuova forma.